Come rendere efficiente uno strumento di supporto decisionale

Parlare di sanità elettronica significa parlare di tanti aspetti dei sistemi sanitari, dall’organizzazione interna alla messa in rete dei vari reparti ospedalieri, dalla possibilità per i cittadini di prenotare e disdire visite online, all’uso della telemedicina e alle applicazioni mobile, che dovrebbero sostenere il clinico nell’attività quotidiana, fino ad arrivare a veri e propri strumenti di supporto decisionale (CDS).

Un team di ricerca statunitense ha messo a confronto due iniziative simili di uso di CDS in ambito radiologico per individuare i fattori principali che hanno spinto a scegliere un modello piuttosto che l’altro (Laura Haak Marcial, Douglas S Johnston, Michael R Shapiro, Sara R Jacobs, Barry Blumenfeld, Lucia Rojas Smith, A qualitative framework-based evaluation of radiology clinical decision support initiatives: eliciting key factors to physician adoption in implementation, JAMIA Open, volume 2, Issue 1, April 2019, Pages 187-196).

Una delle sfide insite nella diffusione della Health Technology, infatti, è capire il contesto corretto in cui ogni tecnologia può essere impiegata con successo.

I due modelli di CDS selezionati dai ricercatori sono molto simili nell’approccio al problema, nel modo di proporre soluzioni, nell’impatto che vogliono avere e nelle modalità di misurare i risultati di un percorso terapeutico.
Inoltre, entrambe queste due innovazioni hanno trasformato linee guida esistenti in un sistema di supporto decisionale, stabilendo anche come effettuare il training dei clinici che devono utilizzarle e come integrarli nella rete ospedaliera preesistente.

Nonostante queste similitudini, una delle due iniziative ha avito più successo dell’altra in termini di usabilità da parte dei clinici.

Lo studio ha evidenziato gli aspetti che hanno fatto la differenza: l’approccio all’educazione e alla formazione del personale, il grado di personalizzazione del CDS al contesto clinico in cui devono essere utilizzate, i motivi per cui sono state adottate e il grado di integrazione nella cartella clinica elettronica.

L’attenzione data dalle organizzazioni ospedaliere a questi fattori hanno impattato a breve e lungo termine sul successo delle stesse CDS e, in definitiva, sugli outcome dei pazienti.
Dal momento che questi strumenti richiedono comunque degli investimenti da parte di un ospedale è importante pensare fin da subito al modo migliore per renderli davvero sfruttabili dai propri medici, così che possano contribuire al miglioramento delle cure e allo stato di salute dei pazienti.

Stefania Somaré

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