Per ovviare al problema dei numerosi accessi in Pronto Soccorso di soggetti i cui disturbi potrebbero essere gestiti dal medico di base, un team belga ha sviluppato e validato SALOMON, uno strumento di triage telefonico utilizzato da infermieri addestrati negli orari in cui il medico di base non può rispondere (Brasseur E, Gilbert A, Donneau AF, Monseur J, Ghuysen A, D’Orio V. Reliability and validity of an original nurse telephone triage tool for out-of-hours primary care calls: the SALOMON algorithm. Acta Clin Belg. 2021 Jun 3:1-7. doi: 10.1080/17843286.2021.1936353. Epub ahead of print. PMID: 34081571).
Più nel dettaglio, SALOMON è un algoritmo capace di inviare il paziente al giusto livello di cura.

Lo studio che lo presenta è durato 5 anni e può quindi contare su un database di 10.207 chiamate gestite con l’algoritmo, un numero importante che consente di ottenere risultati solidi.
In questi anni le chiamate ricevute sono state divise in quattro categorie: “Intervento di Emergenza” con invio di un servizio adeguato (EMSI); “Suggerimento di richiedere un consulto a un Dipartimento” di Emergenza, inviando il paziente al Pronto Soccorso (EDRC); “Visita a domicilio da parte di un medico di medicina primaria” (PCPH); “Visita il giorno successivo da parte del medico di medicina primaria” (PCPD).
I pazienti che, una volta visitati dal medico di medicina generale, sono stati inviati a un Dipartimento di Emergenza sono stati indicati come sottostimati.

Allo stesso tempo, i pazienti inviati presso un servizio di emergenza sono stati indicati come sovra-stimati se rimandati al medico di medicina generale. Su 10.207 pazienti sottoposti a triage con SALOMON, l’esito è risultato appropriato nel 85,5% dei casi per le categorie d’emergenza e nel 96,9% dei casi per le altre categorie.
Per quanto riguarda sensibilità e specificità, queste sono pari a 76,6% e 98,3%.

L’algoritmo è quindi uno strumento valido per sottoporre a triage telefonico i pazienti.
Allo studio hanno partecipato il Dipartimento di Emergenza dell’University Hospital Center of Liège, l’Unità di Biostatistica e il Dipartimento di Salute Pubblica dell’University of Liège, in Belgio.

Stefania Somaré

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