Disinfezione ambientale, Anmdo analizza rischi e soluzioni

Il quadro giuridico attuale, il contesto di riferimento e gli scenari futuri sono stati analizzati a Exposanità nel seminario organizzato dall’Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere “Nuove frontiere della disinfezione ambientale. Tra evidenze scientifiche, innovazione tecnologica e responsabilità giuridica”.

L’evento si è aperto con una fase istituzionale dedicata all’introduzione ai lavori affidata a Gianfranco Finzi, presidente nazionale Anmdo. La prima sessione ha esplorato le frontiere tecnologiche e biologiche della prevenzione dagli scenari futuri della disinfezione al tema dei probiotici ambientali, dalle strategie di monitoraggio della contaminazione microbica, con un’analisi delle tecnologie più avanzate per il controllo del rischio infettivo, alle potenzialità dell’acqua ozonizzata come soluzione innovativa e sostenibile.

Aspetti tecnici, gestionali e legali

Cuore pulsante del dibattito è stato la sessione “Disinfezione ambientale e oneri probatori”, tema cruciale per le direzioni sanitarie alla luce della recente giurisprudenza. Il confronto ha definito le prospettive giuridico-organizzative necessarie per tutelare sia il paziente sia la struttura sanitaria.

“Ripartiamo da dove eravamo partiti, dalle base – ha precisato Gianfranco Finzi – Ci sono dei pilastri nell’igiene ospedaliera dai quali non si può prescindere: sanificazione, disinfezione, sterilizzazione. Ne aggiungo un altro, la vaccinazione, perché è prevenzione delle infezioni. La sintesi è che abbiamo riscoperto il valore della disinfezione ambientale, che non è solo una questione da igienista, ma anche di organizzazione e controllo.

Dalla sanificazione alla governance: la responsabilità civile dopo la sentenza Travaglino

La sentenza Travaglino (Cassazione Civile, Sez. III, n. 6386 del 3/3/2019), estensore il magistrato Giacomo Travaglino, rappresenta una pietra miliare nel diritto sanitario italiano, poiché ha ridefinito le regole della responsabilità civile delle strutture sanitarie in caso di infezioni correlate all’assistenza.

Il passaggio dalla sanificazione intesa come mero servizio di supporto a pilastro della governance sanitaria trova oggi un fondamento giuridico imprescindibile nell’evoluzione della giurisprudenza di legittimità, segnata in modo indelebile da questa sentenza e dalle successive pronunce della Corte di Cassazione. Questo orientamento ha sancito il superamento di una visione puramente clinica della colpa medica, spostando l’attenzione sulla responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e sul relativo onere della prova.

Nel momento in cui un paziente contrae un’ICA, non è sufficiente per l’ospedale dimostrare l’astratta correttezza dell’operato dei medici. La struttura deve fornire la prova positiva di aver adottato tutte le misure di prevenzione previste dai protocolli scientifici, inclusi quelli relativi alla disinfezione e al trattamento degli ambienti.

La gestione dell’igiene ambientale cessa quindi di essere un’attività tecnica invisibile per trasformarsi in un elemento di difesa legale. La mancanza di tracciabilità delle sanificazioni o l’utilizzo di tecnologie non validate espone l’azienda a una responsabilità quasi automatica, poiché il danno al paziente viene ricondotto a una carenza organizzativa interna.

Le sentenze successive hanno ulteriormente cristallizzato questo principio, stabilendo che la prevenzione del rischio infettivo deve essere totale e documentata. In questo contesto, l’innovazione tecnologica e i sistemi di monitoraggio microbiologico avanzato non sono più soltanto strumenti di efficienza clinica, ma diventano i garanti della tenuta giuridica della struttura.

Evoluzione della disinfezione: innovare per curare, tracciare per proteggere

Nel corso dell’evento è inoltre emerso come il progresso delle conoscenze microbiologiche, unito allo sviluppo di nuove tecnologie, stia rivoluzionando la gestione degli ambienti di cura. L’introduzione di sistemi avanzati per il monitoraggio e di soluzioni per la disinfezione sostenibile impone alle strutture sanitarie un ripensamento profondo delle proprie strategie operative. Questa transizione tecnologica non può prescindere da una revisione dei modelli organizzativi, né dal coinvolgimento attivo del personale: la formazione, specialmente quella dei ruoli direttivi, diventa il fattore determinante per trasformare l’innovazione in una prassi sicura ed efficace.

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