Il farmacista ospedaliero del futuro

Il farmacista ospedaliero del futuro
Andrea Marinozzi

«L’ambito della Sperimentazione Clinica sulla quale il farmacista ospedaliero e la Sifo stanno concentrando la loro attenzione», spiega Andrea Marinozzi, coordinatore dell’area Sperimentazione Clinica, Farmaci e Dispositivi Medici della Sifo e direttore farmacista degli Ospedali Riuniti di Ancona, «è attualmente, e sarà sempre di più, quello della realizzazione di protocolli sperimentali in particolare di tipo osservazionale su Real World, in senso trasversale e su tutti gli ambiti dove il farmacista ospedaliero stesso opera».

La dichiarazione arriva dal congresso Sifo, tenutosi a Roma dal 23 al 26 novembre scorso, durante il quale si è svolta una sessione dedicata al farmacista e al suo ruolo nella ricerca clinica: “Sperimentazione clinica applicata: il farmacista di ricerca”.

I tempi cambiano e oggi il farmacista ospedaliero non può più stare relegato, per così dire, nella farmacia dlla struttura, ma è chiamato a svolgere compiti anche differenti. Ovviamente specializzandosi.

Due le figure che Sifo vede in questo campo: il farmacista di ricerca e il farmacista ricercatore. La prima figura si occupa di gestire i protocolli sperimentali. La seconda, invece, di idearli attraverso la ricerca per migliorare la pratica clinica quotidiana. Sempre più, quindi, il farmacista deve collaborare con altre figure.

Lo conferma Marinozzi: «in una sanità sempre più multidisciplinare la relazione chiave che può nascere deve essere quella che realizza una collaborazione, condivisione e concertazione sempre più attiva e proattiva fra tutte le figure del sistema sanitario. Questo ha l’obiettivo comune di realizzare una sanità “paziente-centrica” sempre più razionale, appropriata ed economicamente sostenibile in un periodo come quello attuale con una logica continua di spending review da una parte e di forte e complessa innovazione terapeutica dall’altra».
Ecco quindi che il farmacista può e deve entrare anche nel Comitato Etico Ospedaliero, in quanto massimo esperto del farmaco, anche per dare parere rispetto ai trial sperimentali messi in atto nella struttura.

Stefania Somaré

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