Gravidanze ad alto rischio: la Toscana avvia una rete clinica

Regione Toscana è probabilmente la Regione italiana ad avere risposto con maggiore determinazione alle evidenze scientifiche che vedono nelle reti cliniche uno strumento utile per gestire meglio le patologie, ottenendo migliori esiti sui pazienti e un risparmio in termini di risorse.

L’Assessorato regionale alla Salute crede in questo modello al punto da avere attivato rapidamente tutte le reti cliniche richieste dal Ministero, andando oltre e creandone di nuove. Si pensi alla Rete clinica tempo-dipendente per gli eventi avversi che accadono in ospedale, così come alla Rete sepsi.

Ultima, in ordine di arrivo, la Rete clinica regionale per il management delle gravidanze ad alto rischio materno e fetale che vuole rispondere con l’istituzione dei migliori standard nazionali e internazionali all’aumento dei casi di gravidanze a rischio che, per varie motivazioni, ha caratterizzato gli ultimi dieci anni.

In che modo è strutturata la Rete? Verranno anzitutto istituiti un Comitato strategico regionale, con funzioni consultive e propositive per gli atti di programmazione regionale, tre sotto reti di Area vasta e un Centro di coordinamento regionale per la patologia fetale, necessario per stabilire in quali centri specializzati far confluire le gestanti che ne abbiano necessità, garantendo così a tutte un equo accesso.

La Rete comprende: le Unit di medicina materno-fetale costituite nelle AOU Careggi, AOU Senese, AOU Pisana; il Centro di coordinamento regionale per le patologie del feto, con valenza regionale; gli ambulatori delle Aziende sanitarie e della FTGM (Fondazione Toscana Gabriele Monasterio) per le gravidanze a rischio; la struttura di Diagnosi prenatale e dei difetti congeniti dell’AOU Meyer.

L’assessore Stefania Saccardi ha ricordato: «negli ultimi mesi abbiamo messo in atto azioni e percorsi a favore della gravidanza e della nascita: il nuovo protocollo per la gravidanza fisiologica, il nuovo percorso di accesso alla diagnosi prenatale, la nuova applicazione mobile al percorso nascita hAPPyMamma. Abbiamo aggiornato i livelli organizzativi per la rete dei punti nascita e le raccomandazioni per il trasporto protetto neonatale e il trasporto assistito materno. Con questa nuova delibera abbiamo voluto assicurare un percorso coordinato per le gravidanze ad alto rischio, perché le mamme e i nascituri abbiano i servizi e le competenze migliori».

Stefania Somaré

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