Il futuro delle Breast Unit

Al centro delle cure c’è il paziente oncologico e intorno a lui un pool di professionisti per garantire al paziente l’uso appropriato delle terapie migliori e una migliore qualità della vita. È questo l’obiettivo di una Breast Unit, un modello culturale che si esprime nell’assetto organizzativo dell’Unità. I vantaggi di una Breast Unit certificata sono una migliore qualità di vita e di sopravvivenza delle donne, una migliore qualità dell’offerta sanitaria, una riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse. Come emerso nel corso del workshop “Breast Unit: quale futuro?”, a gennaio 2016 sarà mandatoria l’istituzione di Breast Unit in Italia, lo ha ricordato Nicola Balestrieri, responsabile del Centro di Senologia dell’Ulss 9 di Treviso. «A giugno di quest’anno una delibera della Regione Veneto ha istituito un gruppo di lavoro di esperti in ambito senologico per definire i parametri quantitativi e qualitativi delle Breast Unit in Veneto. Il progetto prevede l’istituzione di cinque-sei centri di riferimento (Centri Hub), che saranno in rete tra loro e con la Rete Oncologica Veneta: l’obiettivo è istituire un network assistenziale in cui tutte le donne che si ammaleranno di carcinoma della mammella avranno accesso a strutture multidisciplinari dedicate. Dunque un trattamento di alta qualità, come peraltro previsto dalle linee guida europee (Eusoma)». Non meno importante, come ricorda Anna Mancuso, presidente dell’Associazione Salute Donna, «avere come unico punto di riferimento una Breast Unit certificata è importanza anche per affrontare l’iter della malattia con serenità. Inoltre, si evita la disomogeneità dell’assistenza, si riducono i tempi degli interventi e soprattutto si evita che la donna si affidi a strutture non adeguate.

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