“Il sistema extra-ospedaliero di emergenza sanitaria” è un position paper pubblicato da Flavia Petrini, presidente Siaarti, Alessandro Vergallo, presidente Aaroi-Emac, Paolo Pelosi, presidente CPAR, ed Emiliano Cingolani, responsabile Siaarti Medicina Critica dell’Emergenza.

In esso si parla anzitutto della necessità di riorganizzare il nostro sistema di emergenza-urgenza: la riorganizzazione dovrebbe tenere conto di alcuni principi base, come l’appropriatezza e l’innovazione gestionale e clinico-assistenziale, la tempestività dell’intervento di soccorso in emergenza sul territorio e in ambito ospedaliero, l’equità di organizzazione e risposta emergenziale sul territorio nazionale in base alle necessità cliniche del paziente, l’efficienza e l’ottimizzazione nell’uso delle risorse disponibili.

Vengono poi fatte delle proposte concrete, per sostenere i decisori politici nel processo di riorganizzazione, la cui necessità è stata senza dubbio evidenziata dai mesi di pandemia passati.

Ecco le proposte:

  • definizione e avvio di una governance unitaria del sistema di emergenza-urgenza
  • coinvolgimento del personale sanitario e tecnico nella pianificazione del modello organizzativo e della sua gestione
  • definizione e avvio di un nuovo modello organizzativo basato su idonee competenze e sul rifiuto dell’occasionalità
  • adeguata formazione e specifico training nell’area della medicina critica dell’emergenza
  • percorsi specifici di formazione per gli infermieri, visto il loro ruolo fondamentale (sia all’interno delle Centrali Operative 118-112, che sui mezzi di soccorso)
  • percorsi formativi integrati e team building con il coinvolgimento delle figure tecniche di supporto (autisti, soccorritori, autisti-soccorritori).

Flavia Petrini ha precisato: «crediamo che sia opportuno dopo tanti anni provare a rifondare il sistema 118-112, giungendo finalmente a integrarlo completamente con le reti ospedaliere di Emergenza e Terapia Intensiva.

Continuiamo a registrare una profonda disomogeneità strutturale, che aumenta la difficoltà a fornire risposte coordinate ed efficienti all’emergenza su tutto il territorio nazionale, anche in caso di maxi-emergenze che richiedono la stretta collaborazione fra i vari sistemi territoriali diversamente organizzati nelle differenti Regioni e Province Autonome.

Il documento odierno rappresenta pertanto un testo di riferimento importante proposto dai soggetti che esprimono le massime competenze di settore.
Desideriamo consegnarlo alle istituzioni, ai decisori, al SSN come stimolo concreto al cambiamento: non è più possibile, anzi risulta pericoloso per i cittadini, attendere ancora per giungere a questo rinnovamento».

Altrettanto interessanti le parole di Alessandro Vergallo (AAROI-EMAC), che ricorda che il servizio SET118 deve essere un sistema pre-ospedaliero, ovvero che porta la tecnologia e le competenze mediche dell’ospedale a casa delle persone che ne hanno bisogno.

«Nulla ha a che fare con la Medicina di Famiglia, mentre invece in troppe Regioni è svolto in convenzione attraverso un apposito settore dell’ACN della Medicina Generale», sottolinea Vergallo.

E ancora, la competenza è essenziale: un medico non vale l’altro, né un infermiere vale l’altro. Servono professionisti formatisi proprio nella emergenza-urgenza e nella rianimazione ospedaliera.

Da qui l’importanza data dal documento alla formazione: «è urgente rispondere al bisogno di formazione continua e di qualità ai vari livelli istituzionali, a partire dai corsi di laurea, dalle scuole di specializzazione e dai corsi di formazione continua teorica e pratica di aggiornamento per il personale dirigente medico specialista.

Tale processo formativo deve, inoltre, prestare sempre maggiore attenzione al personale infermieristico e sanitario oltre che tecnico coinvolto a vari livelli e funzioni nel sistema di emergenza, per consentire il mantenimento di un elevato livello di competenze», sottolinea Pelosi.

Le società scientifiche coinvolte chiedono che vi sia unione di tutte le realtà afferenti alla Disciplina Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e Dolore perché solo in questo modo si potrà riformare davvero il sistema e quindi rispondere in modo adeguato ai bisogni dei cittadini.

Stefania Somaré

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