Immunologia translazionale per curare il cancro

HumanitasSi trova presso l’Istituto Clinico Humanitas il Laboratorio di Immunologia Translazionale, diretto da Enrico Lugli, dove insieme a sei ricercatori si usa la citometria a flusso policromatica per caratterizzare decine di tipi di cellule immunitarie e definire il loro ruolo nella risposta antitumorale. L’obiettivo del laboratorio è trasferire le informazioni ottenute riguardo alle cellule immunitarie direttamente sui pazienti, così da migliorare la loro risposta immunitaria contro virus e tumori, soprattutto se in presenza di deficienze del sistema immunitario, come accade in soggetti sottoposti a chemioterapia o a trapianto di midollo. E proprio questa natura di portare subito i risultati di una ricerca in ambito clinico fa del Laboratorio di Enrico Lugli un laboratorio transazionale. Al momento il laboratorio sta lavorando, insieme a Luca Castagna, ematologo di Humanitas Cancer Center, e a Domenico Mavilio, responsabile del Laboratorio di Immunologia Clinica e Sperimentale, per capire come il sistema immunitario si ricostituisce dopo un particolare tipo di trapianto di midollo osseo, chiamato trapianto aploidentico, ovvero proveniente da un donatore parzialmente incompatibile. «Siamo riusciti a dimostrare che una particolare sottopopolazione di cellule T di memoria trasferite con il midollo del donatore e definite “cellule staminali di memoria”, o TSCM, gioca un ruolo essenziale nella ricostituzione del sistema immunitario. Queste cellule, ad elevata potenzialità di crescita, partecipano attivamente alla risposta immunitaria nel paziente e ipotizziamo che svolgano anche un ruolo protettivo nella ricomparsa della patologia tumorale. Questi risultati ci permetteranno di cominciare una sperimentazione clinica già nel 2016», racconta Lugli.

Stefania Somaré

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