Sono ancora scarsi i trattamenti efficaci per le malattie neurodegenerative e, spesso, possono solo rallentare l’inevitabile processo di perdita di tessuto nervoso.
Come in altri ambiti della medicina, anche in questo caso l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare clinici e pazienti a vincere alcune delle sfide poste da queste patologie.

Qual è lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in questo campo della medicina?
Una review inglese ha descritto alcune applicazioni già studiate di algoritmi di machine learning in grado di diagnosticare precocemente l’insorgenza di lesioni neurodegenerative partendo da immagini radiografiche, di aiutare i clinici nella fase di prognosi o di favorire lo sviluppo di trattamenti efficaci (Myszczynska, M.A., Ojamies, P.N., Lacoste, A.M.B. et al. Applications of machine learning to diagnosis and treatment of neurodegenerative diseases. Nat Rev Neurol 16, 440–456 (2020). https://doi.org/10.1038/s41582-020-0377-8).

Perché queste applicazioni diventino effettive e impattino positivamente sul settore occorre che si verifichino due condizioni: avere a disposizione molti dati, possibilmente da fonti differenti per offrire vari punti di vista sulle patologie, e realizzare un solido lavoro di valutazione per individuare gli algoritmi migliori da usare nell’analisi dei dati.
Lo sviluppo di questi sistemi di intelligenza artificiale è partito con il neuroimaging, primo ambito di applicazione.
Gli autori sottolineano che attualmente tali sistemi si sono estesi anche all’analisi delle funzioni motorie e del linguaggio con risultati incoraggianti.

Stefania Somaré

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