Con la crescente diffusione di tecnologie e digitale, l’interoperabilità rappresenta un pilastro portante della sanità presente e futura, garanzia di sicurezza per il paziente e continuità di cura. La necessità di una crescente interoperabilità di sistemi informativi e tecnologie sanitarie è stato un argomento cardine di una sessione del XXIV Convegno nazionale AIIC.

L’interoperabilità è un tassello fondamentale per la costruzione dell’auspicato eco-sistema sanitario; la stessa costituisce oggi uno strumento in più per garantire sicurezza e continuità di cura ai pazienti e deve essere oggi sintattica, semantica, organizzativa, sia all’interno delle strutture, sia tra le strutture e il territorio sia, ancora, tra i diversi livelli del Paese: locale, regionale, nazionale.  Alcune suggestioni sono arrivate dal XXIV Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici.

L’interoperabilità nel percorso chirurgico

L’evoluzione della tecnologia ha rivoluzionato l’organizzazione del blocco operatorio, rendendo più frequente l’interconnessione tra tecnologie sanitarie e sistemi informativi.
Nella direzione della completa digitalizzazione del percorso chirurgico sta andando l’IRCCS Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, una struttura che annovera al suo interno 76 sale operatorie e altrettanti posti letto in recovery room, per un numero annuo di interventi prossimo ai 100 mila (94.608 registrati nel 2023).

La digitalizzazione della cartella anestesiologica

All’interno del Policlinico, un progetto presentato dall’ing. Antonino Ammendolia, responsabile dei Sistemi Informatici del Gemelli, punta all’implementazione della digitalizzazione della cartella anestesiologica con l’obiettivo di migliorare l’efficacia operativa complessiva dell’area chirurgica.

La digitalizzazione della cartella anestesiologica non soltanto va a sostituire la cartella cartacea con il suo corrispettivo digitale e con una conseguente maggiore semplicità di archiviazione e consultazione, ma offre una serie di ulteriori vantaggi, a partire dal supporto alla ricerca scientifica attraverso l’accesso a dati digitalizzati e strutturati e un elemento di facilitazione per lo sviluppo e la conduzione di studi clinici grazie ad informazioni dettagliate e affidabili.

I risultati clinici

I risultati clinici – il Gemelli annovera 16 sale operatorie già digitalizzate e 2.411 cartelle anestesiologiche in formato digitale – hanno mostrato una drastica riduzione nei tempi di compilazione della scheda di anestesia digitalizzata rispetto a quella cartacea; un’ottimizzazione del tempo a disposizione dell’anestesista, elemento che gli consente una maggiore dedizione alla cura del paziente chirurgico; maggiore precisione e accuratezza dei dati raccolti e dei relativi grafici rispetto alla cartella cartacea, migliorando complessivamente la qualità delle informazioni anestesiologiche; un miglioramento, infine, nella leggibilità della documentazione grazie alla chiarezza e alla strutturazione dei dati digitali.

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