La mortalità nei pazienti richiedenti supporto respiratorio post intervento

Circa l’1-2% dei pazienti intubati per essere sottoposti a intervento chirurgico richiede un supporto ventilatori a fine intervento prima di essere estubato. Tra le cause di questa condizione c’è la necessità di un utilizzo eccessivo, in sala operatoria, di oppioidi o agenti bloccanti neuromuscolari, condizioni che richiedono più tempo al paziente per tornare autonomo dal punto di vista respiratorio. Non tutti questi pazienti, però, possono essere estubati in sala risveglio.

Uno studio multicentrico israeliano, pubblicato su Perioperative Medicine, si concentra proprio sulla quota di pazienti che richiede un’intubazione prolungata dopo l’intervento, cercando di capire quale sia il loro tasso di mortalità in ospedale.
Lo studio ha visto la partecipazione di due ospedali associati con l’Università di Tel-Aviv, il Tel-Aviv Sourasky Medical Center e l’Edith Wolfson Medical Center, per un totale di 698 pazienti sottoposti a intubazione non programmata nel postintervento. Tra questi, il 61% è stato estubato tornando nella propria stanza di degenza, mentre il restante 39% ha richiesto un prolungamento dell’assistenza respiratoria.

Confrontando i parametri vitali tra questi due gruppi di pazienti, gli autori sono riusciti a trovare alcune differenze: in particolare, lo score ASA preoperatorio, relativo al rischio anestesiologico, risulta significativamente maggiore nei pazienti che non hanno potuto essere estubati rispetto agli altri, così come il rischio di aver bisogno di una somministrazione intraoperatoria di vasopressori e di avere una compromissione respiratoria.
Il confronto tra i due gruppi mette in evidenza anche un maggior rischio, nei pazienti che restano intubati, di infezioni, così come di essere ricoverati in Terapia Intensiva. Infine, per arrivare alla domanda iniziale, anche il tasso di mortalità è decisamente superiore in questo gruppo, pari al 36% contro il 9% calcolato per i pazienti estubati nella stanza post anestesia.

Gli autori si sono poi concentrati su un sottogruppo di 40 pazienti estubati in sala operatoria ma che hanno dovuto essere reintubati, per lo più per insufficienza respiratoria. Il 30% di questi pazienti sono usciti dalla sala estubati, mentre il restante 70% è stata trasferita in un altro reparto con annesso sostegno respiratorio. In media, questi pazienti hanno necessitano del supporto per 5,7 giorni.
In questo caso, il tasso di mortalità intraospedaliero è di 22,5%. Pur presentando una serie di limitazioni, tra le quali la mancanza di un confronto con pazienti che hanno avuto un iter standard, lo studio offre un’importante informazione relativa a questi pazienti, che spesso sono più fragili e caratterizzati da una serie di patologie. Capirne meglio le caratteristiche potrebbe aiutare a ridurne il tasso di morte intraospedaliera.

(Lo studio: Magor R, Dabush-Elisha I, Aviram D, Karol D, Syn-Hershko A, Schvartz R, Cohen B, Matot I. In-hospital mortality of patients requiring unplanned postoperative ventilatory support: a multicenter observational study. Perioper Med (Lond). 2022 Aug 23;11(1):44. doi: 10.1186/s13741-022-00276-x. PMID: 35996197; PMCID: PMC9396753)

Stefania Somaré

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