(Newfotosud Alessandro Garofalo)

È partita dall’Università Federico II di Napoli la prima sperimentazione italiana di un innovativo sistema di sanificazione degli ambienti potenzialmente contagiati da Covid-19 e, in particolare, gli ospedali.

Parliamo di una tecnologia in grado di sterminare il Covid-19 (nonché tutti gli altri agenti patogeni quali virus, batteri funghi, spore ecc.) con l’ausilio di luce ultravioletta allo xeno: diversi studi descrivono tecniche di disinfezione no-touch (tramite prodotti biocidi e/o onde elettromagnetiche) usate per distruggere e/o inattivare i microrganismi patogeni nell’ambiente.
L’irradiazione con UV è una delle tecniche più comuni con effetto altamente germicida.

(Newfotosud Alessandro Garofalo)

Alcuni studi descrivono una riduzione del rischio di infezioni correlate alle pratiche assistenziali in strutture sanitarie dove sono utilizzate le radiazioni UVC a 254 nm, mentre non sono ancora molti gli studi a supporto dell’efficacia, appunto, dei trattamenti con luce ultravioletta allo xeno.

Sulla base di questo assunto, l’Unità di Ricerca di Igiene Medicina Preventiva e Statistica Sanitaria diretta dalla prof.ssa Maria Triassi effettuerà controlli microbiologici ambientali su aria e superfici di ambienti sanitari, finalizzati a verificare l’efficacia di un sistema fisico di disinfezione ambientale a luce pulsata con lampada UV-C allo xeno fornite dall’azienda SAMS.

Giovanni Gentile, ad SAMS, con la prof.ssa Triassi (Newfotosud Alessandro Garofalo)

Tale sperimentazione verrà fatta in stanze che hanno accolto pazienti Covid-19 positivi e consisterà nell’applicazione di lampade allo xeno a seguito della routinaria procedura di sanificazione.

I prelievi saranno effettuati su superfici critiche (high touch surface, tastiere, maniglie, porte, lavandini, wc) e aria prima e dopo della sanificazione e dopo il trattamento con lampade allo xeno UV-C e saranno ripetuti con cadenza settimanale per 22 giorni.

Sia sulle superfici si nell’aria sarà effettuata la ricerca della carica batterica totale, della carica micotica, di Gram positivi e Gram negativi, in conformità alle norme tecniche ISO.

Sulle superfici si effettuerà, inoltre, la ricerca di Covid-19 mediante tecniche di biologia molecolare (RT-PCR).

Le prove di efficacia di tali lampade saranno eseguite anche presso il laboratorio di Microbiologia dell’Unità di Ricerca di Igiene Medicina Preventiva e Statistica Sanitaria e saranno condotte da un équipe di microbiologi composta da Francesca Pennino, Tonia Borriello e Carmela Iervolino.

I campionamenti verranno effettuati su superfici precedentemente contaminate con ceppi batterici a titolo noto; verranno utilizzati microrganismi tra i quali Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli, Staphylococcus aureus, responsabili di oltre metà delle infezioni gravi che si registrano in ambiente ospedaliero.

(Newfotosud Alessandro Garofalo)

I risultati ottenuti potranno essere utili per definire protocolli di sanificazione efficaci per la riduzione delle infezioni correlate all’assistenza e per garantire una maggiore sicurezza agli operatori sanitari.

La sperimentazione nelle giornate successive proseguirà anche in due strutture sanitarie campane e, preferibilmente, in centri Covid.

L’efficacia dei dispositivi della SAMS è stata già dimostrata in test clinici effettuati presso i laboratori dell’Istituto di Virologia D.I. Ivanovsky del Ministero della Salute russo, che ne attestano l’efficacia sul Covid-19 ma mai nessuno aveva effettuato test in ospedali.

(Newfotosud Alessandro Garofalo)

«Questi progetti di sanificazione», spiega Marcello Gentile, direttore generale SAMS, «sono studiati ad hoc e vengono costantemente monitorati per essere adeguati in caso di variazione delle condizioni iniziali.
I dispositivi sono altamente performanti e ciò consente di certificare l’avvenuta e corretta sanificazione con cognizione di causa.
Stiamo avviando rapporti di collaborazione con altri operatori del settore per la creazione di una rete di “sanificatori di fiducia”, che ci consentirà a breve di allargare il servizio nelle altre Regioni».

Vantaggi delle sanificazioni computerizzate

  • Efficacia del 99,9% dell’azione biocida nei confronti del Covid-19 e di tutti gli agenti patogeni.
  • Completezza della sanificazione: il fascio di luce delle radiazioni ultraviolette si propaga in tutto l’ambiente di lavoro e colpisce tutta l’aria e tutte le superfici presenti, senza possibilità che alcune di esse vengano lasciate senza trattamento.
  • Rapidità d’intervento: l’intervento dura da pochi secondi ad alcuni minuti, a seconda delle caratteristiche dell’ambiente da sanificare.
  • Non invasività dell’intervento: il trattamento non lascia residui da agenti chimici o gassosi che nel tempo potrebbero causare danni alla salute umana e compromettere apparecchiature, mobili, arredi e documenti presenti nel locale sanificato né tantomeno è necessario lo spostamento degli stessi; inoltre, gli ambienti sanificati ritornano immediatamente utilizzabili.
  • Certezza dell’intervento: le macchine sono dotate di un sistema di reporting e controllo sui cicli di sanificazione che consente di riscontrare data, ora, luogo, operatore, cliente, stanza trattata e ciclo di sanificazione impostato, consentendo così di dimostrare sia il lavoro eseguito in ogni stanza dell’immobile sia il rispetto del progetto di sanificazione ad hoc studiato.
  • Accessibilità per tutti al servizio: per ogni immobile viene stilato un progetto di sanificazione elaborato prendendo in considerazione una serie di parametri, come attività, dimensioni, materiali trattati, rifiuti prodotti, condizioni in cui si opera ecc. Lo studio è finalizzato ad attribuire a ogni immobile un indice di rischio contagio (alto, medio, basso) da agenti patogeni; sarà quindi scelto, per ogni stanza, il tipo di trattamento da eseguire e sarà determinato, di conseguenza, il costo della sanificazione. Più basso è tale indice, meno costerà il trattamento. Il progetto di sanificazione indicherà anche la cadenza con la quale ripetere i trattamenti.

La tecnologia alla base dai dispositivi SAMS consiste nell’uso dei raggi UV-C pulsati generati da una lampada che impiega una miscela di gas a base xeno che irradia, con una luce UV-C, un ampio intervallo di spettro germicida (200 nm-300 nm), causando la distruzione di germi, batteri, virus, funghi e spore attraverso l’interazione con Dna/Rna grazie a diversi meccanismi di distruzione cellulare.

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