La pandemia in Italia è sotto controllo, tuttavia non si hanno certezze sul prossimo autunno. Come previsto, quindi, si continuano ad aprire nuovi reparti di Terapia Intensiva o Sub-Intensiva per aumentare la capacità delle Regioni di rispondere a eventuali picchi pandemici: l’obiettivo stabilito nell’ottobre 2020 era incrementare i posti letto rispettivamente di 3500 e 4200 unità lungo lo Stivale.

Ogni Regione aveva i propri obiettivi, determinati anche dalla dotazione pre-pandemia: per il Piemonte il dott. Arcuri aveva pensato a 299 posti aggiuntivi.
Nel frattempo, già nel settembre 2020 la stessa Regione aveva stabilito un piano interno che prevedeva di giungere a 1.073 posti letto di Terapia Intensiva, tra strutturali e funzionali. A oggi, grazie a un investimento di 14 milioni di euro, il Piemonte ha realizzato quanto stabilito nei mesi passati, attivando 160 posti aggiuntivi funzionali di Terapia Intensiva e 120 di Sub-Intensiva.

Tra questi vi sono anche quelli da poco inaugurati presso il reparto di Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Mauriziano di Torino, diretto dal dott. Domenico Vallino.
Si tratta di 18 posti letto, dei quali 14 ad alta intensità di cure e 4 a bassa intensità, pensati per essere modulari: il reparto è strutturato per lavorare come Terapia Sub-intensiva ma ogni letto può essere rapidamente trasformato in un posto di Terapia Intensiva per rispondere in modo rapido ed efficace ai repentini cambiamenti di quadro clinico dei pazienti.

D’altronde, nei 18 mesi passati abbiamo imparato che il nostro Paese non era pronto per affrontare una crisi sanitaria, sia per mancanza strutturale di medicina di territorio sia per il basso numero di posti letto di Terapia Intensiva.
Per anni sono stati operati tagli a questi posti, ritenuti poco importanti e ad alto costo; ora è opportuno che la tendenza si inverta.

Stefania Somaré

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