Nuovo modello predittivo per la VAs

I pazienti che soffrono di cardiomiopatia ventricolare destra aritmogenica (ARVC) possono manifestare aritmie ventricolari (VAs) e incorrere in morte cardiaca improvvisa (SCD).
Uno studio internazionale che ha coinvolto ricercatori da diversi Paesi ha presentato un nuovo modello predittivo per individuare i soggetti con ARVC più esposti alle aritmie ventricolari.

Lo studio ha coinvolto 528 pazienti di età compresa tra i 22,7 e i 53,7 anni con una diagnosi definita e nessun evento pregresso registrato di VAs o SCD.
Il 44,7% dei partecipanti era di genere maschile, il 55,3% di genere femminile. I soggetti sono stati osservati con un follow-up di più di 4 anni.

In questo periodo, 146 pazienti hanno sperimentato un’aritmia ventricolare intensa, una tachicardia ventricolare intensa, rischi di morte cardiaca improvvisa o una terapia appropriata con un defibrillatore.

I ricercatori hanno utilizzato una regressione Cox per sviluppare un modello predittivo del rischio d’incorrere negli episodi aritmici, puntando in particolare su 8 aspetti: età, genere, avere avuto una sincope cardiaca nei sei mesi precedenti, soffrire di tachicardia ventricolare lieve, numero di complessi ventricolari prematuri nelle 24h, numero di picchi con un’inversione della curva T, frazione di eiezione ventricolare destra e sinistra.

Questi potenziali predittori si sono rivelati tutti utili tranne l’ultimo, che è stato eliminato dal modello finale, in grado di individuare tra i pazienti quelli che possono avere eventi di VAs.
L’utilizzo dello strumento ha inoltre permesso di ridurre gli interventi per impiantare un defibrillare che sarebbero stati inappropriati.

Stefania Somaré

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