A fine settembre sono stati pubblicati i risultati dello studio dell’Istituto Superiore di Sanità e del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano sugli esiti a lungo termine delle cure portate avanti su 32 tipi di tumori solidi.

Condotto su 7,2 milioni di pazienti di 17 Paesi europei che hanno ricevuto la diagnosi di tumore tra i 15 e i 74 anni, lo studio ha evidenziato che per i tumori della tiroide, del testicolo, dello stomaco, del colon retto, dell’utero e per il melanoma in Europa guarisce il 51% delle donne e il 39% degli uomini; per questi l’aspettativa di vita torna nella media in meno di 10 anni (Luigino Dal Maso, Chiara Panato, Andrea Tavilla, Stefano Guzzinati, Diego Serraino, Sandra Mallone, Laura Botta, Olayidé Boussari, Riccardo Capocaccia, Marc Colonna, Emanuele Crocetti, Agnes Dumas, Tadek Dyba, Silvia Franceschi, Gemma Gatta, Anna Gigli, Francesco Giusti, Valerie Jooste, Pamela Minicozzi, Luciana Neamtiu, Gaëlle Romain, Manuel Zorzi, Roberta De Angelis, Silvia Francisci, EUROCARE-5 Working Group, Cancer cure for 32 cancer types: results from the EUROCARE-5 study, International Journal of Epidemiology, dyaa128, https://doi.org/10.1093/ije/dyaa128).

Ecco altri risultati: per quanto riguarda l’aspettativa di vita per le persone che non riescono a guarire, questa varia tra i 10 anni di chi soffre di leucemia linfocitaria cronica a meno di 6 mesi per chi sviluppa un tumore al fegato, al pancreas, al cervello, alla cistifellea o ai polmoni, passando per i 7 anni e mezzo per i pazienti con cancro alla prostata con età compresa tra 65 e 74 anni e per più di 5 anni per le donne con tumore alla mammella.

La frazione di cura individuata è stata del 94% per il tumore ai testicoli, del 87% per quello alla tiroide nelle donne e del 70% negli uomini, del 86% per il melanoma della cute nelle donne e del 76% negli uomini, del 66% per il tumore al seno, del 63% per il tumore alla prostata, inferiore al 10% per i tumori al polmone, al fegato e al pancreas; il tempo di guarigione, necessario affinché diventi trascurabile la morte per la malattia, è risultato inferiore ai 5 anni per il tumore ai testicoli e alla tiroide, se i pazienti erano più giovani di 55 anni e inferiore ai 10 anni per i tumori alla stomaco, al colon retto, all’utero e per il melanoma, a tutte le età.

Lo studio rientra nell’ambito del programma EUROCARE, attivo da oltre 30 anni sotto la responsabilità dell’Istituto Superiore di Sanità e della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ed è stato condotto grazie al supporto dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), della Commissione Europea, di Cariplo e della Compagnia di San Paolo.

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

Silvio Brusaferro, presidente ISS, ha sottolineato: «questo studio è una bussola importante in tema di oncologia perché ci racconta progressi significativi in questa malattia e mostra contemporaneamente come sia necessario non distogliere l’attenzione dalle patologie oncologiche neppure in questo momento di emergenza sanitaria.
Anche in questi mesi è importante dare continuità a tutti i programmi di screening e ai percorsi di cura».

Silvia Francisci, ricercatrice ISS a Roma e corresponsabile dello studio, sottolinea che «le stime di guarigione dal tumore presentate dallo studio sono da ritenersi prudenti: è ipotizzabile, infatti, che le persone con diagnosi successive al 2007 abbiano una probabilità di guarire maggiore di quanto documentato da questa ricerca».

Lo studio dimostra che per molti tumori è possibile guarire e non solo essere curati, il che è molto più di quanto avveniva anche solo un decennio fa.

Roberta De Angelis, ricercatrice ISS e membro della direzione scientifica di EUROCARE, conclude: «le analisi presentate completano il quadro delle pubblicazioni EUROCARE-5, che documentano progressi e criticità nella cura dei pazienti oncologici in tutta Europa.
Migliorare le conoscenze sull’esito del percorso di cura, inclusa la guarigione, è un obiettivo qualificante della Joint Action sul Cancro della Commissione Europea iPAAC (Innovative Partnership for Action Against Cancer) che ha supportato lo studio.
Ottimizzare l’uso dei dati raccolti dai Registri tumore Europei e promuovere la diffusione di indicatori affidabili sui sopravviventi a tumore rientra nelle attività iPAAC su Health Information, coordinate da ISS.
Migliorare le evidenze scientifiche disponibili contribuisce a migliorare i servizi e a ridurre le diseguaglianze nell’accesso alle cure».

I risultati dello studio permetteranno di gestire al meglio i percorsi di cura, eliminando quanto non più necessario e incentivando invece le pratiche che consentono di raggiungere la guarigione.

Stefania Somaré

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