Uno studio statunitense ha presentato l’utilità di un’architettura web zero footprint nel ridurre i costi e la necessità di supporto tecnologico dei centri oncologici (DOI: 10.1200/CCI.19.00131 JCO Clinical Cancer Informatics no. 4 (2020) 336-345. Published online April 23, 2020).

In particolare, viene proposto uno strumento che permette di vedere le immagini diagnostiche senza bisogno di installare software specifici né di scaricare le immagini stesse.
Ciò si traduce anche in una migliore accessibilità dei dati, che possono essere raggiunti anche da remoto.

Lo studio è stato condotto dalla Open Health Imaging Foundation di Boston in collaborazione con altre tre istituzioni della città: il Massachusetts General Hospital, il Tumor Imaging Metrics Core e il Precision Imaging Metrics.

Lo strumento proposto si chiama OHIF Viewer ed è una piattaforma estensibile che contiene applicazioni di imaging open source e che può essere personalizzata a seconda delle esigenze dei vari centri oncologici, oltre che delle nuove scoperte.

Lo scambio dei dati di OHIF Viewer si trova su DICOMweb, mentre la procedura di autenticazione su OpenID Connect, ma è possibile modificare questi strumenti per adeguarli alle proprie necessità.
Inoltre, vengono offerte agli utenti anche componenti d’interfaccia che possono poi essere estese dagli sviluppatori interni dell’azienda.

La piattaforma è già stata integrata all’interno di molte piattaforme di ricerca clinica, come Precision Imaging Metrics, XNAT, LabCAS e ISB-CGC, e applicazioni di imaging, come ProstateCancer.ai e Crowds Cure Cancer.

Stefania Somaré

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