Prelievo di rene in chirurgia robotica a Padova

L’équipe guidata dalla prof.ssa Lucrezia Furian e dalla dott.ssa Cristina Silvestre ha eseguito l’espianto del rene sano in chirurgia robotica (Robotic Assisted Surgery): la prof.ssa Furian ha manovrato a distanza ravvicinata il robot, che eseguiva le manovre mininvasive più delicate.

La tecnica utilizzata unisce i vantaggi della laparoscopia ai vantaggi del robot per le basse percentuali di complicanze, per il recupero molto veloce del paziente, per il dolore post-operatorio minore, per i migliori risultati estetici (ferita di soli 6 cm) e per l’eccellente funzionalità del trapianto effettuato.

L’elaborazione del software robotico ottimizza la visione e la cura dei dettagli durante l’intervento.
La visione magnificata e la cura dei dettagli (si vedono anche i vasi sanguigni di piccole dimensioni) hanno consentito di evitare anche il minimo sanguinamento.
Sono bastate due dita per manovrare i joystick del robot connessi a strumenti di piccole dimensioni di alta precisione.

Il rene prelevato è stato subito raffreddato in ghiaccio e perfuso con apposita soluzione.
A questo punto era pronta la seconda équipe nella sala operatoria sottostante, guidata dal prof. Paolo Rigotti, direttore del Centro Trapianti Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova, coadiuvato dal chirurgo Francesco Tuci.

L’équipe che ha eseguito l’intervento

Una volta espiantato il rene malato, è stato immediatamente trapiantato l’organo sano.
Questo secondo intervento, svoltosi con susseguenza di fasi per via tradizionale, è durato circa un’ora e mezza e il rene sano trapiantato ha ripreso a funzionare nell’arco di un’ora.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here