Prevenire i tumori del colon-retto

I tumori del colon-retto sono al terzo posto in quanto a incidenza negli uomini e al secondo nelle donne: la prevenzione può però salvare molte vite. Questi tumori, infatti, spesso si manifestano inizialmente con dei polipi che nel tempo degenerano: individuarli per tempo può quindi significare molto. A oggi, gli esami utilizzabili negli screening erano due: ricerca del sangue occulto nelle feci e colonscopia. A questi si aggiunge oggi un terzo esame, la colonscopia virtuale, una tecnologia avanzata che consente di visualizzare un’immagine tridimensionale dell’interno del colon-retto, proprio come durante una colonscopia tradizionale, risultando quindi non invasivo e al tempo stesso più efficace nel diagnosticare lesioni significative rispetto all’esame delle feci. L’uso in rete di queste tre tecniche è stato studiato attraverso il progetto SAVE, che dal 2013 a oggi ha circa 15.000 cittadini tra i 54 e i 65 anni residenti nella città di Firenze, dei quali 5000 sono stai invitati a effettuare la colonscopia virtuale, 1000 la colonscopia tradizionale e 9000 l’esame occulto delle feci.

SAVE, ovvero “Sperimentazione, studio, sviluppo e collaudo di nuovi metodi di prevenzione avanzata del cancro al colon-retto mediante colonscopia virtuale in modalità di telediagnosi”, è stato finanziato da Regione Toscana con fondi europei, con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Lo scorso 5 maggio i primi risultati di SAVE sono stati presentati a Firenze dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, assieme a Gianni Amunni, direttore dell’Ispo, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologia, Paolo Bechi, prorettore area medico-sanitaria dell’Università di Firenze, Davide Dettori, amministratore delegato IM3D spa, Grazia Grazzini, dirigente medico Ispo, Lapo Sali, radiologo ricercatore Università di Firenze. Da questi primi dati emerge che la ricerca del sangue occulto resta l’esame preferito, con un tasso di adesione del 50% circa, tasso che scende al 28% per la colonscopia virtuale e al 15% per quella tradizionale. Per i dati completi sarà necessario attendere il 2017.

Stefania Somaré

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