Siaarti, aggiornate le raccomandazioni per la gestione del paziente critico

La Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva ha pubblicato la revisione delle Raccomandazioni per la gestione del paziente critico Covid-19, un testo messo a disposizione di specialisti e specializzandi in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore in prima linea h24 da mesi contro la pandemia.
Il testo è articolato in nove capitoli che offrono una guida aggiornata alle best practice cliniche riferite al nostro Paese:

  1. Percorso assistenziale per il paziente Covid-19
  2. Screening e Triage: precoce riconoscimento del paziente affetto da SARI associato a SARS-CoV-2 3
  3. Immediata implementazione delle misure appropriate per la prevenzione e il controllo delle infezioni (IPC)
  4. Raccolta dei campioni biologici per la diagnosi di laboratorio
  5. Management Critical Covid-19: trattamento della insufficienza respiratoria acuta ipossiemica
  6. Management Critical Covid-19: trattamento dello shock settico
  7. Management Critical Covid-19: prevenzione delle complicanze
  8. Management Critical Covid-19: antibioticoterapia e corticosteroidi
  9. Trattamenti specifici anti-SARS-CoV-2 e ricerca clinica.

Perché Siaarti ha voluto mettere a punto una revisione del primo documento pubblicato? «L’obiettivo delle Raccomandazioni prodotte in questi mesi da Siaarti è permettere ai colleghi di adottare un approccio diagnostico-terapeutico comune, pratico e scientificamente aggiornato, in funzione dell’evolversi delle conoscenze sulle caratteristiche cliniche dell’infezione», sottolineano Ida Di Giacinto (dirigente medico, UO di Anestesiologia e Terapia Intensiva Polivalente dell’AOU Sant’Orsola-Malpighi) e Salvatore Maurizio Maggiore (professore di Anestesiologia dell’Università G. D’Annunzio di Chieti e direttore di Anestesia e Rianimazione del Policlinico SS. Annunziata, Chieti), due tra gli autori incaricati da Siaarti di realizzare il testo.

«Il lavoro quotidiano dei team di Terapia Intensiva sui pazienti Covid-19, già fonte di importante stress psicofisico, per tutte le problematiche relative alla necessità di continua ri-pianificazione strutturale e organizzativa, può portare i clinici a vivere sensazioni di precarietà e inadeguatezza delle risposte assistenziali: una base scientificamente basata sulle più recenti evidenze, ma anche di facile utilizzo pratico, può auspicabilmente contribuire a rafforzare le competenze professionali e le esperienze dei team, adattandone i comportamenti sia all’evolvere delle best practice, che al contesto lavorativo nazionale, entrambi sfaccettati e poliedrici».

Quale è stato il percorso fatto da Siaarti per arrivare a queste nuove Raccomandazioni? Nella prima fase pandemica, le poche e scarne informazioni provenienti dall’esperienza in Cina hanno portato gli anestesisti-rianimatori del nostro Paese (considerazione generalizzabile a tutti i sistemi sanitari occidentali) a cercare di trovare un approccio idoneo in termini di prevenzione, diagnosi e trattamento del paziente Covid-19.
La pubblicazione dei primi lavori scientifici e documenti societari, anche Siaarti, è avvenuta in tempo reale e la loro redazione da parte dei sistemi sanitari e società scientifiche internazionali, si è basata sull’esperienza sul campo, così com sui pareri condivisi internazionalmente.
Tali materiali hanno permesso di definire le posizioni sostenibili, rimodulare ed aggiornare le conoscenze. I delegati da SIARTI, componenti di gruppi di lavoro e studio con campi di interesse, competenza ed esperienza clinica differenti, hanno pertanto raccolto ed elaborato i materiali disponibili, oltre che in ambito scientifico anche normativo, per produrre un documento aggiornato che consentisse un approccio al paziente Covid-19 in sicurezza e con perizia.

Quali sono i contenuti più importanti del Documento in questa revisione?
«Il percorso assistenziale Siaarti per il paziente Covid-19 parte dalla diagnosi e riconoscimento del paziente alla luce delle definizioni OMS, a partire dalla raccolta dei campioni biologici per la diagnosi di laboratorio e dall’utilizzo dei test specifici, aderendo alle disposizioni e ai documenti ministeriali continuamente aggiornati.
Un triage corretto, l’allocazione idonea del paziente in funzione dei sintomi, un riconoscimento precoce del deterioramento dei parametri vitali, non unicamente quelli respiratori, costituiscono i presupposti per un trattamento precoce ed efficace del paziente critico Covid-19, anche fuori dalle mura della Terapia Intensiva, in funzione delle recenti evidenze scientifiche che guidano l’adeguamento dell’intensità delle cure alla criticità dei pazienti.
Va sottolineato che, per far funzionare nel modo migliore la Terapia Intensiva, a fronte dell’aumentata richiesta di tali posti letto, sono indispensabili non solo ambienti specificamente strutturati, attrezzature tecnologicamente avanzate, farmaci e DPI in quantitativi idonei, ma che l’investimento rimane potenziale e non funzionale alla resa, se mancano le risorse umane competenti.
Serve a poco vantare forniture di dotazioni strumentali in mancanza di Anestesisti-Rianimatori, specialisti e specializzandi, come di Infermieri competenti nelle cure intensive e figure di supporto sanitario in numero adeguato al carico di lavoro».

«Il Documento», concludono Ida Di Giacinto e Salvatore Maurizio Maggiore, «vuole anche focalizzare l’attenzione sull’importanza dei Dispositivi di Protezione Individuale: il rischio cui siamo esposti e l’incidenza di contagio degli operatori sanitari sono estremamente elevati per i sanitari impegnati nel soccorso in urgenza Covid, ma lo sono ancor di più per gli Anestesisti-Rianimatori, esperti chiamati alla gestione avanzata delle vie aeree, non solo durante l’intubazione endotracheale e la ventilazione meccanica, ma anche durante le numerose procedure diagnostico-terapeutiche salvavita e da praticare in emergenza, che li espongono a rischio di aerosolizzazione e diffusione del virus SARS-CoV-2».

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