Telemonitoraggio, presentati i risultati del progetto Cassia

La pandemia ha dato occasione di incentivare lo sviluppo della telemedicina nelle sue varie manifestazioni, dal telemonitoraggio alla televisita, passando anche per il teleconsulto e la teleriabilitazione. Non è un caso che più progetti siano partiti proprio durante il primo lockdown, quando le esigenze della sanità pubblica hanno costretto i più in casa.
Tra questi progetti c’è anche Cassia (Cloud Assisted per la Salute e la Sicurezza) che prevede lo studio, sviluppo e test in ambiente operativo di uno strumento orientato a realizzare un servizio di assistenza personale per il monitoraggio domiciliare di persone anziane con un lieve decadimento cognitivo, persone affette da Parkinson e persone con esiti di TIA (Attacco Ischemico Transitorio). E proprio il post ictus/TIA è stato scelto come target sperimentale in uno studio.

Il telemonitoraggio è stato effettuato tra marzo e aprile 2020 e ha coinvolto 8 pazienti che avevano avuto un evento di ictus minore o TIA al massimo 14 giorni prima. Il numero basso di pazienti è giustificato dal fatto che questo voleva essere solo un test di validazione del sistema. I risultati sono stati positivi, non solo perché il tele-monitoraggio ha consentito di intervenire in caso di necessità in modo tempestivo, ma anche perché gli autori si sono accorti che i pazienti a casa erano più tranquilli, meno in preda dell’ansia, perché si sentivano seguiti da uno specialista.

La loro qualità di vita è aumentata come la loro sicurezza. Ma in cosa consiste Cassia? Si tratta di un sistema integrato che associa i sensori a un insieme di algoritmi di intelligenza artificiale, il DSS (Decision Support System). I sensori utilizzati consentono di misurare la saturazione di ossigeno, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e i battiti cardiaci. L’algoritmo decisionale valuta i dati del paziente per ottenere indicazioni sul suo stato di salute e decidere se attivare o meno un servizio di teleassistenza personale. Più nel dettaglio, oltre a registrare i parametri vitali, Cassia: notifica in modo “intelligente” la situazione clinica; tiene conto dei dati dei pazienti, anagrafiche, dati antropometici (altezza, peso, BMI), dati clinici e terapie e dei dati di contatto dei caregiver, healthcare, medico di base e specialisti; personalizza la terapia in base ai dati raccolti attraverso il telemonitoraggio; si attiva tempestivamente in caso di parametri critici o di eventi in corso. Infine, ma non per importanza, si possono definire dei parametri personalizzati per indicare quando è preoccupante il superamento di uno o più parametri, nell’ottica della medicina personalizzata.

Cofinanziato con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale del Programma Operativo Regionale del Friuli-Venezia Giulia, Cassia è guidato dalla startup triestina Feature Jam srl e vede coinvolti anche Televita spa, il gruppo di Ingegneria Biomedica del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) e l’Area Science Park. Anche se il progetto è partito verso pazienti con piccoli ictus/TIA, Cassia è pensato anche per sostenere gli anziani fragili, facendoli sentire meno soli e quindi contribuendo a renderli forti dal punto di viste psicoemotivo, e anche per i pazienti affetti da Parkinson. L’idea è di poter monitorare i parametri di questo soggetti, per facilitare un intervento tempestivo da parte dei sanitari, ma anche di stimolarli a vivere una vita attiva e piena.

(Lo studio: Ajčević M, Furlanis G, Naccarato M, Caruso P, Polverino P, Marsich A, Accardo A, Manganotti P. e-Health solution for home patient telemonitoring in early post-acute TIA/Minor stroke during COVID-19 pandemic. Int J Med Inform. 2021 Aug;152:104442. doi: 10.1016/j.ijmedinf.2021.104442. Epub 2021 Mar 24. PMID: 34058641)

Stefania Somaré

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