Tumori: studio su diagnosi e guarigioni in Italia

Scientist using microscopeQuante persone si ammalano di tumore? Quante guariscono? E dopo quanto tempo? A queste domande ha risposto lo studio “I tumori in Italia – Rapporto 2014. Prevalenza e guarigione da tumore in Italia”, condotto dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), che ha evidenziato come in Italia si sia passati dalla sopravvivenza alla guarigione. Più precisamente, nello studio – relativo a cinquanta tipi di tumore – Airtum, la rete che riunisce quarantacinque registri tumori monitorando oltre il 53% della popolazione italiana, ha calcolato la distribuzione dei pazienti per sesso, età e area geografica, la quota dei pazienti che guariscono, il tempo che occorre lasciar passare dopo la diagnosi per potersi considerare guariti.

Vediamo i risultati principali del Rapporto 2014. Il primo dato importante è il costante aumento del numero di italiani che hanno avuto una diagnosi di tumore, recente o passata: erano 2.600.000 nel 2010 e sono 3 milioni nel 2015. Nell’ambito di questi 3 milioni, una persona su quattro può considerarsi già guarita in quanto tornata ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, cioè di chi non ha mai avuto una diagnosi di tumore. Relativamente ai nove tumori più importanti il Rapporto ha rilevato che per quanto attiene il tumore alla mammella il numero delle donne a cui è stato diagnosticato questo tipo di tumore è passato da 581.373 nel 2010 a circa 700 mila nel 2015. Il 50% di esse non morirà a causa della malattia, ma sono necessari quasi 20 anni affinché le pazienti raggiungano un’attesa di vita simile alle non ammalate. Le donne già guarite sono il 16%. Se nel 2010 erano 295.624 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di tumore della prostata, nel 2015 sono circa 400 mila. Oltre il 40% di essi non morirà a causa della malattia. Impossibile però stabilire una quota di già guariti in quanto i pazienti manterranno un eccesso di rischio di morte fino oltre 20-25 anni dalla malattia. Le diagnosi di tumore della vescica (80% maschi), sono circa 250 mila nel 2015 e 233.853 nel 2010. Un terzo (32%) di essi non morirà a causa della malattia, oltre la metà se la malattia si è manifestata prima dei 60 anni di età. Venti gli anni necessari affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati. Solo il 2% quindi i pazienti che possono essere considerati già guariti. In forte aumento i tumori alla tiroide che riguardano soprattutto la popolazione femminile con il 78% dei casi. Infatti, se nel 2010 le diagnosi erano 116.485, si prevede che nel 2015 saranno 160 mila persone. Circa tre quarti (74%) dei pazienti non morirà a causa della malattia e occorreranno meno di 5 anni affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati. Guariti i tre quarti dei pazienti (l’81% delle femmine); 111.520 nel 2010 gli italiani con tumore di testa e collo (77% maschi). Numero che si prevede restare costante anche nel 2015. Il 33% dei malati non morirà a causa della malattia, da 15 a 20 gli anni necessari affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati. Guarito un quarto dei pazienti (23% dei maschi e il 26% delle femmine). Il 24% dei malati di linfoma non-Hodgkin non morirà a causa della malattia. Nel 2010 erano 106.168 gli italiani con questo tipo di tumore (28 mila nelle forme croniche a piccoli linfociti, 26 mila a grandi cellule B e 20 mila linfomi follicolari), sono circa 130 mila nel 2015. Le donne italiane che hanno avuto una diagnosi di tumore dell’endometrio, sono 110 mila nel 2015, erano 102.088 nel 2010. Oltre i tre quarti (78%) di esse non morirà a causa della malattia. Una decina gli anni affinché le pazienti raggiungano un’attesa di vita simile alle non ammalate. Il 53% delle pazienti sono già guarite. Infine, nel 2010 erano 100.910 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di melanoma cutaneo, sono circa 130 mila nel 2015. Il 67% di essi non morirà a causa della malattia. Occorreranno circa 10 anni affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati. Sono già guariti il 44% dei pazienti (36% dei maschi e il 51% delle femmine).

Silvia Ceruti

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