La sterilizzazione flash

ITF001057CMYK35La sterilizzazione flash non è prevista dalla normativa italiana, ma permane nella pratica comune della sterilizzazione; pertanto qui esponiamo alcune raccomandazioni a essa relative. La sterilizzazione con calore umido sotto pressione (ciclo flash) è effettuabile solo per materiale non confezionato (o con un singolo confezionamento nella sterilizzazione detta “espresso”) e in condizioni di emergenza e necessità, va utilizzata solo in modo limitato e in condizioni attentamente controllate di trasporto e utilizzo. Il materiale può essere ancora umido e non deve venire a contatto con superfici non sterili. Si opera a 132-134 °C., minimo per 3 minuti, massimo per 10 minuti e con 0-3 minuti di asciugatura. Non sono disponibili sul mercato italiano indicatori specifici per la sterilizzazione flash. I presidi protesici non devono essere sottoposti a sterilizzazione flash (Cdc 2008).
Quandosi usa la sterilizzazione flash vanno tenuti sotto controllo alcuni parametri: la pulizia/detersione deve precedere la sterilizzazione, le contaminazioni esogene devono essere prevenute durante il trasporto dalla sterilizzatrice al paziente e la sterilizzazione deve essere controllata con indicatori fisici, chimici e biologici (Cdc 2008).
Non utilizzare materiali e contenitori per il confezionamento nel ciclo di sterilizzazione flash, a meno che la sterilizzatrice e il materiale/il contenitore per il confezionamento siano designati per questo uso (Cdc 2008).
La sterilizzazione flash può essere usata per presidi che devono essere usati immediatamente (per esempio, per riprocessare uno strumento inavvertitamente caduto) (Cdc 2008) e per presidi che non possono essere impacchettati, sterilizzati e conservati prima dell’uso (Cdc 2008).

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