Antibioticoresistenza, servono nuove strategie terapeutiche e governance efficace

Un incontro presso la SDA Bocconi, Campus di Roma, ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica e le soluzioni da mettere in campo per preservare la salute pubblica e la sostenibilitĂ  del SSN.

L’antibioticoresistenza rappresenta oggi una delle piĂą gravi minacce alla salute globale, con previsioni che prefigurano un aumento dei decessi fino a 10 milioni annui entro il 2050 e una spesa annua che andrĂ  a superare il trilione di dollari a partire dal 2030.

Soltanto in Europa, ogni anno si contano oltre 35mila decessi associati ad infezioni da germi multi-resistenti, di cui un terzo in Italia; altresì, in oltre il 70% dei casi si tratta di infezioni correlate all’assistenza, quindi almeno in parte prevenibili mettendo in campo buone pratiche.

Alla luce di questo preoccupante scenario, lo scorso 11 aprile si sono riuniti a Roma esperti clinici, farmaco-economisti e responsabili regionali del settore farmaceutico in un evento ospitato presso il campus di Roma di SDA Bocconi, dal titolo: “Combattere l’antibiotico-resistenza in Italia: aspetti clinici, farmacoeconomici e di governance”, con la direzione scientifica di SDA Bocconi School of Management, l’organizzazione di Motore Sanità e il contributo incondizionato di Viatris. 

L’evento ha messo in luce l’importanza della ricerca scientifica e dell’innovazione farmacologica nel contrastare efficacemente questa problematica, oltre all’analisi dei costi e dei benefici dei diversi approcci terapeutici, evidenziando altresì la necessitĂ  di nuovi modelli di finanziamento per la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici e di politiche sanitarie e farmaceutiche in grado di incentivare l’innovazione.

Lo scenario epidemiologico 

L’attuale scenario epidemiologico e l’importanza di nuovi approcci terapeutici sono stati illustrati da Novella Cesta, dirigente medico di Malattie Infettive presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, la quale ha sottolineato che “rispetto agli anni passati alcuni dati mostrano un calo, ma la percentuale di batteri non suscettibili a più classi di farmaci è sempre elevata e si sta registrando l’incremento di resistenza agli antibiotici glicopeptidi tra i ceppi di Enterococcus spp.

In AOUP siamo focalizzati sul trattamento di queste infezioni e portiamo avanti una sistematica raccolta di dati sui batteri antibioticoresistenti e delineiamo delle possibili strategie per contrastarne la diffusione in ospedale”.

Nuovi emergenti approcci terapeutici: monoclonali e fagoterapia

A livello di strategie terapeutiche, la dottoressa ha enfatizzato che il futuro non risiede solo nella ricerca di nuove molecole approvate da AIFA, specifiche per il trattamento di batteri multiresistenti, “ma è aperto a trattamenti considerati alternativi”.

Per esempio, gli anticorpi monoclonali, per i quali è in avvio una sperimentazione preclinica in Toscana verso i ceppi di Klebsiella pneumoniae; oppure la fagoterapia, cioè l’utilizzo di batteriofagi (virus dei batteri) che attaccano e uccidono in modo selettivo il patogeno, superando anche i meccanismi di resistenza ai farmaci; stiamo già contribuendo attivamente allo sviluppo di questa importante strategia”.

Necessario un cambio di paradigma

Tuttavia, i nuovi trattamenti da soli non bastano. Francesco Costa e Patrizio Armeni, associate professor of Practice di Government, Health and Not for Profit – SDA Bocconi, hanno sottolineato la necessitĂ  di un cambio di paradigma in diversi ambiti: “un ambito culturale e manageriale, con comportamenti individuali e prescrittivi; un ambito economico e di programmazione, basato sul monitoraggio attento delle cause e delle conseguenze dell’antimicrobico resistenza e sulla valutazione dell’impatto delle possibili soluzioni; infine un ambito tecnologico, con l’innovazione in ambito farmaceutico nel campo degli antibiotici. Oggi in SDA Bocconi abbiamo voluto contribuire nel supportare il sistema e tutti i suoi attori per affrontare l’emergenza con maggiore consapevolezza attraverso approcci integrati e multidisciplinari”.

Parole chiave: integrazione e one health

Una efficace strategia di contrasto all’antibiotico resistenza deve poggiare in primis su un approccio One Health che consideri salute umana, animale e dell’ambiente come parte di un unicum.

Altresì, è necessario mettere in campo un approccio integrato “che vada dalla prevenzione, educazione, formazione, al finanziamento innovativo di nuovi antibiotici per contrastare la pandemia dell’antibiotico-resistenza, il cui costo supera il 2% del PIL mondiale e dalla quale, diversamente, rischiamo di non uscirne”, ha sostenuto Rosanna Tarricone, Associate Dean of GHNP – SDA Bocconi.

Collaborazioni e governance efficace

Un altro elemento imprescindibile è una governance efficace a livello nazionale, regionale e locale. Serve “uno sforzo corale delle istituzioni nazionali, regionali, locali, nonché degli altri attori coinvolti per il raggiungimento dei molteplici obiettivi in chiave one-health, per la realizzazione del Piano di contrasto all’antibiotico-resistenza. La chiave di volta però è una governance efficace a tutti i livelli”, ha concluso Fortunato Paolo D’Ancona, dirigente di Ricerca Istituto Superiore di Sanità.