Siaarti, Aniarti, Sicp e Simeu hanno messo a punto il position paper intersocietario “ComuniCovid – Come comunicare con i familiari in condizioni di completo isolamento”, un documento operativo destinato alle realtà assistenziali in cui vengono gestiti pazienti Covid-19, specie quelli con quadri clinici instabili, e il suo obiettivo è «aiutare l’équipe di cura nella comunicazione con i familiari, anche in condizioni di completo isolamento».

«Ci è sembrato necessario mettere a punto questo documento in tempi rapidi», sottolinea Giovanni Mistraletti, responsabile del Progetto Intensiva 2.0 di Siaarti, «perché ricevevamo numerose richieste da parte di colleghi che si domandavano come comunicare le notizie cliniche senza potersi vedere di persona con i familiari.
Ci sono problemi tecnici, giuridici, psicologici ed etici che non vanno dati per scontati. Era necessario che qualcuno esprimesse opinioni chiare e autorevoli, presentandole in modo immediatamente fruibile.
Certo, questo nostro contributo è una goccia nel mare, ma crediamo possa migliorare davvero il benessere dei familiari e degli operatori».

«Per noi infermieri di area critica, la partecipazione a questo documento», afferma Silvia Scelsi, presidente Aniarti, «è espressione di un’esigenza che viene dal profondo sentire della professione, di presa in carico totale e di accompagnamento della persona malata e dei suoi familiari, in un momento di difficoltà rappresentato dalla malattia e dal ricovero in area critica.

L’infermiere stabilisce una relazione di cura che gli permette di leggere i bisogni espressi dalla persona e progettare risposte adeguate, ma la relazione in questo particolare contesto è alterata dalla necessità dell’isolamento sanitario: gli strumenti di comunicazione vanno quindi adeguatamente modificati per raggiungere comunque l’obiettivo ed evitare che il paziente e la famiglia aggiungano all’esperienza già dura anche un senso di abbandono».

«Abbiamo ritenuto di proporre congiuntamente questo position paper», commenta Salvatore Manca, presidente nazionale Simeu, «perché la gestione dell’emergenza è una filiera complessa, costituita da competenze complementari che hanno però basi comuni: il fattore tempo e la necessità di affrontare e comunicare momenti emotivamente molto impegnativi, per i pazienti, i familiari e gli stessi sanitari.
È necessaria una cultura della comunicazione che sia parte integrante delle competenze sanitarie. Migliorare la comunicazione, fra professionisti e verso i pazienti e i loro familiari, non significa solo migliorare l’efficacia delle cure, ma rinsaldare un rapporto di fiducia reciproca».

«L’importanza della comunicazione con i familiari in questa drammatica fase», precisa Italo Penco, presidente Sicp, «è essenziale perché va incontro a un bisogno fondamentale dei familiari stessi, quasi sempre confinati in casa e impossibilitati ad accedere ai luoghi di cura, di avere regolari informazioni sulle condizioni cliniche del loro caro ed essere rassicurati sul controllo delle sofferenze anche in caso di peggioramento».

Il documento è composto da tre parti concettuali e operative, che si integrano costituendo un approccio complessivo che risponde sia a problematiche teorico-organizzative che a necessità pratico-operative:

  • presentazione degli statements per la comunicazione ai familiari in condizioni d’isolamento
  • istruzioni per gli operatori sanitari sulla comunicazione telefonica, corredate da check-list e da scheda operativa
  • discussione di tematiche chiave della situazione attuale, quale cornice teorica degli statements.

Quali sono, in una fase intensa e convulsa come quella emergenziale, gli scopi della comunicazione clinica con i familiari? Secondo il position paper la comunicazione clinica l’obiettivo di:
fornire in modo comprensibile le notizie sulla malattia e sulle possibili opzioni di cura
ottenere informazioni sulle aspettative dei familiari circa la malattia e i valori e le scelte del paziente
manifestare empatia, dimostrare partecipazione e modularla caso per caso, per creare la migliore relazione di cura possibile con i familiari
rendere possibile l’espressione delle emozioni
prevenire incomprensioni e conflitti con l’équipe di cura.

Posti questi elementi essenziali, Siaarti, Aniarti, Sicp E Simeu hanno identificato dieci statements della comunicazione tra team sanitario e famiglia:

  1. comunicare al familiare di riferimento le notizie cliniche almeno una volta al giorno e nel caso di ogni aggravamento sostanziale e imprevisto
  2. la comunicazione di notizie cliniche va fatta dal medico che ha in cura il paziente
  3. esentare da questo compito un operatore che lo percepisca come troppo gravoso
  4. considerare e tutelare l’equilibrio emotivo degli operatori sanitari
  5. utilizzare una comunicazione telefonica, di videochiamata o scritta
  6. comunicare tramite mail/sms può essere un’utile strategia complementare
  7. comunicare con modalità adeguate all’interlocutore, inequivocabili, veritiere, argomentate
  8. ricostruire insieme ai familiari le volontà del malato
  9. informare esaustivamente sul controllo della sofferenza
  10. lasciare spazio e accogliere le emozioni del familiare.

Ampio spazio è offerto alla riflessione sullo “spazio relazionale”, che anche in emergenza è utile e necessario creare per stabilire una forma di contatto con il malato, con i familiari, tra operatori, mosso da un sentimento di vicinanza che non si rivolge solo verso gli altri, ma che diviene bisogno per noi stessi, per dare un senso a questo terribile isolamento degli affetti.

In questo senso, «una telefonata, una videochiamata, una mail, un racconto scritto, tendono a sostituirsi alla mancanza di un contatto fisico che il virus proibisce: poter comunicare con i familiari consente di creare uno spazio d’ascolto in cui si raccolgono paure, angoscia di morte, timori per sé stessi e per i propri cari lontani, e in cui si tenta d’infondere fiducia e speranza».

C.S.

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