In via di strutturazione e diffusione già prima della pandemia, anche se in modi differenti nei vari Paesi del mondo, la telemedicina ha vissuto negli ultimi mesi un’innegabile crescita, con servizi attivati in varie specialità da diversi ospedali e centri clinici. Molti di questi servizi sono partiti in tempi rapidi, sfruttando al meglio gli strumenti già disponibili e richiedendo una formazione del personale in tempo quasi reale.
La novità ha colto impreparati anche molti pazienti, abituati a visite e controlli in presenza, e questo in certi casi ha inficiato gli esiti della televisita.

Il Vanderbilt University Medical Center di Nashville, in Tennessee, ha valutato l’impatto di una breve formazione al paziente prima della videovisita sugli esiti della visita stessa (Gusdorf RE, Shah KP, Triana AJ, McCoy AB, Pabla B, Scoville E, Dalal R, Beaulieu DB, Schwartz DA, Horst SN, Griffith ML. A patient education intervention improved rates of successful video visits during rapid implementation of telehealth. J Telemed Telecare. 2021 May 11:1357633X211008786. doi: 10.1177/1357633X211008786. Epub ahead of print. PMID: 33975506).
Lo studio, di tipo retrospettivo, ha preso in considerazione 45.803 pazienti che hanno usufruito di una video-visita tra marzo e luglio 2020: tra questi, solo una parte ha ricevuto una chiamata telefonica prima della visita vera e propria per spiegare cosa sarebbe successo successivamente.

L’analisi dei risultati evidenzia un netto miglioramento della video-visita nei pazienti preformati. Lo studio inoltre mostra quali sono le fasce d’età e le condizioni che maggiormente possono incidere negativamente su una video-visita: la “giovane” età, l’etnia e la condizione assicurativa. Sembra quindi che i pazienti tra 18 e 30 anni, di etnia nera, e/o senza una assicurazione privata spesso non arrivino a completare la videovisita.
Ancora, le visite a distanza sono spesso fallimentari con chi non ha una assicurazione privata e chi è di etnia nera. Una semplice attenzione, come quella di una chiamata telefonica prima della video-visita, può omogeneizzare i risultati tra i diversi gruppi di pazienti e rendere quindi il servizio più funzionale.

Stefania Somaré

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