Inaugurata BioBanca Nazionale SLA

È stata inaugurata, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la BioBanca Nazionale sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica, realizzata dall’Aisla in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e Biorep Gemelli Biobank, grazie al finanziamento del Gruppo Selex.

Si tratta di uno strumento fondamentale per la ricerca su questa malattia che colpisce 6000 persone nel nostro Paese e, proprio per questo, riceverà campioni di tutte le strutture che fanno parte della Rete SLA e sarà accessibile ai ricercatori di tutto il mondo.

Il presidente di Aisla ha dichiarato: «è la prima volta che, su iniziativa degli stessi pazienti, si realizza una Biobanca messa interamente a disposizione degli scienziati impegnati nella ricerca. La nostra gente guarda al futuro con speranza e a oggi l’unica risposta possibile è la ricerca. È un progetto in cui ho da sempre creduto perché sono convinto che aiuterà i ricercatori a offrire finalmente nuove terapie e avere una freccia in più per sconfiggere la SLA».

La BioBanca ha sede presso il Policlinico Gemelli e sarà gestita dal XBiogem, la società nata dalla collaborazione dello stesso Gemelli con Biorep, il Centro di risorse biologiche del Gruppo Sapio.

Più nel dettaglio, questa struttura si compone di 2 locali di stoccaggio per un totale di 10 contenitori per la crioconservazione a vapore d’azoto estremamente versatili, perché possono raggiungere temperature comprese tra i -20°C e i -196°C.

In questo modo, a seconda del tipo di campione da conservare, si può selezionare la temperatura più adeguata. Nel complesso, la BioBanca può contenere fino a 380.000 campioni di persone con SLA, tutti conservati in modo standardizzato, il che garantisce ai ricercatori che li utilizzano attendibilità e riproducibilità dei risultati, un aspetto essenziale tanto nella ricerca di base che in quella sperimentale su terapie e farmaci.

Per ogni campione si conosce l’esatta localizzazione. Esiste infatti un catalogo online che può essere visionato dai ricercatori. Questa struttura dispone, inoltre, di congelatori a discesa programmata della temperatura per la preparazione dei campioni alle fasi di stoccaggio e sistema di monitoraggio e controllo, in grado di monitorare e gestire tutte le apparecchiature sensibili.

Questi sistemi tengono sotto controllo: l’impianto di distribuzione azoto liquido per l’alimentazione dei contenitori di stoccaggio; gli accessi di personale autorizzato, sistema di antintrusione e videosorveglianza; l’impianto di ventilazione e di monitoraggio del rischio di sottossigenazione; la sala di stocaggio esterna dedicata a disaster recovery plan; il back-up facility presso la sede BioRep a Milano.

Altrettanto importante, gli allarmi sono tutti ridondanti, così l’intervento è tempestivo e si evita la perdita di campioni.

Stefania Somaré

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