L’assistenza domiciliare a Forlì: un servizio in evoluzione

Il servizio è stato avviato nel 1993 e da allora ha fatto molta strada. Nel 2012 l’assistenza domiciliare dell’Ausl di Forlì ha eseguito 1.900 interventi circa 1.700 pazienti, assicurando una vasta gamma di prestazioni che vanno dai prelievi alla terapia infusionale, dalla gestione del catetere vescicale e/o venoso alla nutrizione artificiale, fino all’ossigenoterapia e all’educazione all’uso dei dispositivi. «Siamo stati dei precursori, con un servizio strutturato», fa sapere Loretta Vallicelli, responsabile infermieristica del Distretto dell’Ausl di Forlì. «Prima c’erano esperienze frammentarie legate al volontariato o limitate ad alcune patologie». E sono previsti sviluppi. «All’inizio vi era un ruolo forte del medico di famiglia, ma ora si va verso una sempre maggiore autonomia dell’infermiere. Ossia, il medico resta la figura incaricata di attivare il servizio domiciliare, ma l’infermiere garantisce l’appropriatezza delle cure con risposte assistenziali in linea con la natura dei bisogni di salute».

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