Fabio Mosca, presidente SIN

La Società Italiana di Neonatologia è intervenuta in merito agli episodi di infezione da Citrobacter verificatisi presso l’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona, ricordando che le TIN presenti in Italia dispongono di attrezzature all’avanguardia e offrono elevati standard di sicurezza e qualità delle cure, come testimoniano i tassi di mortalità neonatale tra i più bassi al mondo.
L’infezione di un neonato non necessariamente significa malpractice: i nati prematuri sono pazienti critici e fragili, con difese ridotte, spesso ricoverati in Terapia Intensiva e quindi sottoposti a procedure diagnostico-terapeutiche invasive che aumentano il rischio infettivo.
In questo contesto, la SIN lavora da sempre nel campo della prevenzione, ponendo grande attenzione alla formazione continua di medici e infermieri, consapevoli che le infezioni sono una minaccia costante per i nati pretermine, proprio in relazione alla loro fragilità.

«Un neonato prematuro è estremamente vulnerabile ed esposto all’attacco di germi che possono causare problemi molto gravi.
Procedure standard, volte a garantire la massima sicurezza nelle cure, come per esempio il lavaggio delle mani o l’attenzione nella gestione dei cateteri, sono applicate con scrupolo nei reparti e sono state ulteriormente rafforzate per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19.
La SIN, per esempio, ha diffuso nei mesi scorsi un protocollo per il corretto utilizzo dei telefoni cellulari in TIN, rivolto sia ai genitori sia agli operatori.
Tali procedure, purtroppo, a volte non bastano», afferma Fabio Mosca, presidente della Società Italiana di Neonatologia.

«Le infezioni non si prevengono solo con i comportamenti corretti del personale sanitario: è necessario anche dotare le TIN di adeguate risorse umane e strumentali e programmare il meticoloso e regolare controllo ambientale (aria, acqua, igiene delle superfici e delle attrezzature), con il coinvolgimento delle competenze ospedaliere multidisciplinari preposte. La prematurità è una malattia grave e le infezioni in Terapia Intensiva Neonatale rappresentano un pericolo reale e costante per i nati pretermine, anche quando sussistono tutte le condizioni di sicurezza.
La battaglia contro le infezioni è una difficile e può essere affrontata al meglio solo quando tutte le componenti ospedaliere fanno la loro parte».

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