Verifiche e competenza per una corretta sterilizzazione in sala operatoria

Foto_Exposan_Qual_AriaUn processo speciale come la sterilizzazione, del quale non è possibile verificare l’efficacia, richiede personale competente e specializzato che operi all’interno di strutture sanitarie pubbliche e private. Le problematiche e le metodologie di sterilizzazione e qualità dell’aria in ambito medicale sono state affrontate durante il convegno organizzato da Antev, l’Associazione Nazionale dei Tecnici Verificatori durante Exposanità. «Si tratta dell’unica professione di natura tecnica che si occupa di sicurezza delle apparecchiature nelle strutture sanitarie iscritta nell’elenco delle professioni non organizzate in ordini e collegi tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico», ha affermato il dott. Costantino Carraro, presidente Antev, «e che oggi conta migliaia di tecnici, tra i quali solo però alcune centinaia di iscritti in associazione e ancor meno da essa esaminati ai fini del riconoscimento professionale». Livelli e concentrazioni di gas, temperatura, illuminazione ed esposizione a campi elettromagnetici e a rumore: sono solo alcuni degli aspetti analizzati durante le verifiche ambientali in ospedale. «Fino alla promulgazione del decreto legislativo 626/94», ha proseguito Carraro, «le verifiche venivano eseguite solo per tenere sotto controllo le apparecchiature all’interno di una struttura sanitaria. Con il decreto 81/2008, si è invece posto l’accento anche sull’importanza preventiva e sulle responsabilità legate alla corretta esecuzione di questa attività». Come “Professione non organizzata in ordini e collegi” in base alla legge 4/2013, questa deve essere svolta nel rispetto della legge stessa, a tutela di coloro che ne fruiscono: l’inosservanza della legge comporta l’applicazione di pesanti sanzioni che possono arrivare, nei casi più gravi, fino a mezzo milione di euro. In capo al datore di lavoro possono essere comminate poi le sanzioni previste anche dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i. per mancata o inadeguata vigilanza. Al convegno ha preso parte anche l’ing. Ferruccio Dubini, manager Divisione Service di Hospital Consulting. «La convalida del processo di sterilizzazione coinvolge personale, ambiente e apparecchiature», ha illustrato Dubini, «e prevede tre fasi: IQ (Installation Qualification), OQ (Operational Qualification) e PQ (Performance Qualification). Una volta appurato che la macchina è correttamente installata e operante come previsto dal costruttore, si verifica che questa svolga la propria funzione. In passato vi era attenzione solo alla fase di sterilizzazione, ora anche a quelle fasi di lavaggio e di confezionamento: tutto ciò è legato alla maggiore consapevolezza degli operatori e anche dei rischi associati alla sterilizzazione». E per il futuro? «La frontiera è la gesione del ferro chirurgico in modo più puntuale, con l’obiettivo di avere container più piccoli, con meno ferri e meno ridondanza». Exposanità è stata l’occasione per presentare una linea guida realizzata da Antev insieme ad altre associazioni del settore (Ingegneri Clinici, Tecnici per Apparecchiature Biomediche, Associazione Italiana Impianti Gas Medicali), che ha messo in evidenza le caratteristiche professionali di chi opera in questo settore e la responsabilità della loro attività.

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Lorenzo Dardano

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