Il futuro della sanità, digitalizzazione intelligente dei dati e IA

Rendere il sistema sanitario un sistema migliore grazie all’innovazione tecnologica. Connettere i sistemi ospedalieri con i Ssr con soluzioni che integrino azioni e processi, incrementando il progresso che si è reso evidente già negli ultimi 5 anni. Sfruttare, progettare e implementare l’IA all’interno dei processi per accelerare la digitalizzazione.
La transizione tecnologia è un’importante opportunità e insieme una sfida che coinvolge in misura maggiore i dati, la sicurezza degli stessi, l’interoperabilità dei sistemi, la capacità di mettere insieme, in un dialogo fruttuoso e fattivo, sanità pubblica e privata, operatori del settore, mondo clinico e fornitor.

Il futuro della sanità non può che prevedere la cooperazione su progetti, condivisi e strategici, fra più attori: tutti con un ruolo centrale.
La sanità digitale (del futuro) è legata a un concetto di partnership e a outcome comuni. Temi discussi all’evento “Healthcare Informatics Connect. Integrazione intelligente tra immagini e dati verso il nuovo paradigma della sanità digitale”, organizzato da Philips Healthcare e svoltosi a Milano il 15 maggio presso la sede @Luiss Hub.

Il dato in sanità (digitale)

La sanità digitale deve essere una opportunità per la salute del cittadino che viaggia su piattaforma interoperabili, che hanno il loro alimento nei dati che, all’epoca attuale, stanno acquistano una importanza sostanziale. Ma i dati in sanità non sono solo numeri e tecnicismi: sono vite, percorsi, clinici, bisogni raggiunti e irrisolti, fragilità e potenzialità.

Pertanto, in quest’ottica, ogni informazione raccolta – un risultato di una analisi del sangue, una prescrizione, un piano terapeutico, una immagine, una diagnosi, un ricovero – può diventare un tassello di un puzzle per una conoscenza migliore, se il dato viene raccolto con qualità, se è correttamente trattato e integrato.
Ciò impone che tutti questi dati, oltre che raccolti con responsabilità, siano anche governati con la stessa prerogativa tale da consentire l’accessibilità, l’efficienza, e la qualità dell’assistenza, quindi l’avvio e l’implementazione di ulteriori nuove attività. Inoltre, dati raccolti in maniera responsabili ne permettono la valorizzazione.

Ecco perché l’innovazione nei servizi sanitari richiede innanzitutto il corretto utilizzo dei dati, che significa omogenizzare procedure e comportamenti, raccogliere dati con tempestività e completezza, costruire con essi cruscotti real time per monitorare le varie dimensioni del SSR, ottimizzare le risorse, migliorare l’accesso si dati, utilizzare modelli predittivi per intercettare in anticipo una cronicità, disegnare percorsi di cura personalizzati, ridurre le disuguaglianze.

Obiettivi potenzialmente raggiungibili agendo sull’accessibilità, l’efficienza e la qualità dell’assistenza sanitaria: solo grazie e attraverso un ecosistema digitale solido, etico, sicuro, con particolare attenzione al trattamento dei dati sensibili e alla loro libera circolazione, tutelando la privacy, ma al contempo valorizzandoli come bene comune. NSG (Nuovo sistema Garanzia), PNLA (Piano Nazionale Lista di Attesa), flussi DOC(umentali), FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico) 2.0, EDS (Ecosistema dati Sanitari), telemedicina e IA sono solo alcuni degli ambiti della sanità digitale in cui i dati avranno un ruolo e una collocazione sempre più determinante, facendo la differenza tra le aziende e tra le regioni, in tema di salute, sia nel processo di cura che nella gestione.

La trasformazione della sanità digitale, e quindi della Pubblica Amministrazione nel suo complesso, non passa più soltanto attraverso la semplice dematerializzazione dei documenti o l’introduzione di nuovi software o l’acquisto di nuove macchine e dai sistemi, ma dai dati che diventano centrali per governare il sistema.

Il regolatorio

La “digitalizzazione” a livello regolatorio-legislativo si basa su tre milestone: il Regolamento (EU) 2017/45, noto come MDR – Medical Device Regulation, normativa europea che ha disciplinato la produzione, la commercializzazione e la sorveglianza post-mercato dei dispositivi medici, sostituendo le precedenti direttive e imponendo standard più rigidi per garantire la sicurezza e la salute dei pazienti.

Lo European Health Data Space – Reg UE 2025/327, finalizzato a istituire lo spazio europeo dei dati sanitari (European Health Data Space, EHDS), migliorare l’accesso delle persone fisiche ai propri dati sanitari elettronici personali, quindi al loro controllo nel contesto dell’assistenza sanitaria, e di altre finalità a livello sociale come la ricerca, l’innovazione, la definizione delle politiche, la preparazione e la risposta alle minacce sanitarie, in ottica di prevenzione e gestione di future pandemie per esempio, la sicurezza dei pazienti, la medicina personalizzata, le statistiche ufficiali o le attività normative.

Infine, l’IA Act che stabilisce regole armonizzate per l’uso nell’Unione Europea fornendo certezza giuridica attraverso un quadro unificato di norme applicabili a tutti i sistemi di IA immessi sul mercato dell’Unione. Resta inteso che nella sanità digitale l’ESD e il FSE sono i punti nodali dove quest’ultimo funge da infrastruttura centrale per ogni piattaforma regionale (CCE, Cartella Clinica Elettronica, IRT, Infrastruttura Regionale di Telemedicina, AsterCloud che mantiene la propria area di competenza e si connette attraverso standard aperti).

Dunque per il raggiungimento di questi obiettivi cosa deve adottare e fare il SSN? Avvalersi di soluzioni certificate e validate, snellire e abbreviare le gare pubbliche, agire sulla complessità delle certificazioni e MDL per software, a fronte della mancanza di evidenze scientifiche e di barriere informatiche.

Il valore del dato, in conclusione

I dati sono il passato, il presente e strategici per il futuro. In assenza del dato non ci può essere nessuna trasformazione digitale, necessaria per sviluppare un reale vantaggio competitivo e una migliore cura. Senza il dato non si possono fare analisi e previsioni. Il dato è lo strumento con cui l’organizzazione è in grado di governare il proprio patrimonio informativo che definirà in larga misura il successo complessivo dell’organizzazione stessa nel SSR. I dati passano da una sola, inderogabile necessità: la corretta e efficiente governance.

Le sfide

Costruire l’interoperabilità sul territorio, verticale ma soprattutto orizzontale, dove il FSE può essere il ponte e il mezzo per favorire il dialogo tra sistemi. Sapere gestire la complessità, tramite adeguati strumenti, avendo la capacità, lungimirante di definire fra quelli disponibili, i più utili in un concetto/obiettivo di integrazione. Fondamentale è, dunque, una valutazione e progettualità a monte, senza perdere di vista i costi e la sostenibilità, ora che il Pnrr sta volgendo a conclusione.

Sostenibilità che deve essere anche organizzativa, non soltanto economica, pensando ad esempio a progettare nuove dimensioni del digitale, prevedendo strade e percorsi che siano misurabili in ottemperanza alle richieste e alle nuove necessità. La sfida è riuscire a fare molto, disponendo delle medesime risorse.

La chiave della sostenibilità potrebbe allora risiedere nell’identificazione di strategie comuni che finalizzino azioni e sforzi, fino a “istituzionalizzare” una Cabina di Regia Nazionale per l’IA, la cui governance sia affidata alle regioni attualmente più virtuose nel suo utilizzo.

Applicazione dell’IA

Un ambito che vede allo stato attuale la più vasta applicazione della IA è la radiologia, l’imaging radiologico, che tuttavia presenta un grande paradosso.
Da un lato, si è assistito a una crescita, pari a +70% del volume dell’imaging negli ultimi 10 anni, con +300% di applicazioni di imaging IA disponibili e una decrescita del -20% di radiologi nell’ultimo quinquennio. Dall’altro, sul lato informatico, è cresciuta di +40% la complessità clinica e del dato che deve essere semplice e nascosto, sebbene negli ultimi 10 anni siano nati una infinità di algoritmi e start-up nate e scomparse come meteore e +45% di professionisti sanitari che hanno perso “tempo clinico” a causa di informazioni e dati incompleti o inaccessibili del paziente.

Importanti, oggi, le sfide che attendono i CIO (Chief Information Officer), pronti a dover fronteggiare una crescita di +20% dei costi dell’hardware, un calo di -40% di professionisti IT disponibili e un aumento del +70% di rischi di sicurezza e conformità.
Oltre a ciò, emerge anche il problema infrastrutturale, tanto che in Europa nei dipartimenti IT il 67% delle strutture sanitarie sta investendo in Managed Service, Saas (Software as a Service), un modello di distribuzione cloud in cui i programmi sono ospitati su server remoti e accessibili via Internet permettendo alle aziende di fare più cose in maniera più agile.

In Italia questo obiettivo si sta traducendo nella necessità di collegare più strutture, dove il SaaS è una opportunità per ridurre il TCO (Total Cost of Ownership, Costo Totale di Proprietà) e la complessità. Infatti, la pressione finanziaria continua a rappresentare una preoccupazione con i margini operativi degli ospedali che sono rimasti negativi e dove il 56% dei leader del settore sanitario sta, o iniziare a utilizzare soluzioni informatiche per contrastare l’impatto della carenza di personale.

Alcune delle principali priorità riguardano la definizione di soluzioni che si integrano con i contesti extra-ospedalieri e le piattaforme cloud che consentono un accesso alle informazioni da qualsiasi luogo. Un esempio in questa direzione è rappresentato dalla Healthsuite, una piattaforma digitale in cloud dedicata al settore sanitario, progettata per connettere dati clinici, dispositivi medici e pazienti in un unico ecosistema sicuro, strutturata su tre pilastri. Ossia, la HealthSuite Imaging, una soluzione in cloud dedicata alla radiologia che consente di archiviare, gestire e condividere immagini diagnostiche in tutta sicurezza, una HealthSuite Device Cloud, un servizio IoT (Internet of Things) che connette e gestisce in modo sicuro dispositivi medici e app per la salute personale, l’Interoperabilità con IA che sblocca i dati isolati nelle strutture sanitarie, fornendo analisi avanzate e strumenti di IA per l’assistenza di precisione.

Una svolta, ovvero una evoluzione, è il passaggio dall’attuale Enterprise Imaging, che sta caratterizzando l’ultimo decennio e che ha permesso di consolidare l’archiviazione e l’accesso in radiologia con varie soluzioni (VNA, Vendor Neutral Archive, cioè un sistema di archiviazione per conservare immagini mediche, come radiografie e TAC, in modo indipendente dai diversi produttori di macchinari, visualizzatori universali, piattaforme PACS (Picture Archiving and Communication System) unificate, un sistema informatico utilizzato negli ospedali per archiviare, trasmettere e visualizzare immagini diagnostiche (TAC, risonanze magnetiche, radiografie) in formato digitale, eliminando l’uso delle vecchie pellicole e che hanno risolto il problema dei silos a livello dipartimentale ma che si sono fermati alla radiologia), all’Integrated Diagnostics.

Questa ha l’obiettivo di connettere dati, flussi di lavoro e intelligenza tra radiologia e vari dipartimenti, come la cardiologia e l’anatomia patologica, per esempio. Ovvero un ecosistema diagnostico connesso costruito attorno al paziente, scalabile tre specialità pronto per l’IA su scala aziendale.

Quali priorità in sanità?

Alcune collimano con le sfide, ed in particolare l’interoperabilità, considerando l’accesso al dato come asset strategico, quindi la messa a punto di protocolli standard in vari ambiti (semantico, organizzativo, operativo), la sostenibilità, in primis organizzativa, rimpostando ad esempio le spese e gli investimenti di risorse all’interno delle strutture.

A queste si aggiungono il consolidamento, quindi la completezza di investimenti, valutando dove i singoli possono portare a un effettivo ritorno, la governance rispetto agli obiettivi da perseguire (efficientamento, costi, investimenti e risorse), la trasformazione dei dati verticali in informazioni utili per il paziente in cui convergano tecnologie e sistemi informativi, con la massima efficienza e la minima dispendiosità, la sicurezza che va in parallelo alla sostenibilità.

Infine, è e sarà necessario impostare e selezionare strumenti che favoriscano il consolidamento facendo maggiore attenzione, rispetto al passato, al ritorno di investimento, strutturare progetti che consentano di misurare l’efficacia e modelli di sostenibilità economica da condividere con le Direzioni Generali delle aziende.


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